Puoi essere felice - libro



  A differenza di altre funzioni e abilità che possediamo in quanto esseri umani, difficilmente ci ricordiamo che siamo noi gli artefici dei nostri pensieri. È facile ricordarsi che la voce è il prodotto della nostra capacità di parlare. Sarebbe praticamente impossibile restare sorpresi dalla nostra capacità di linguaggio, visto che sappiamo benissimo che siamo noi a produrre i suoni. Possiamo gridare, strillare, sbraitare e infuriarci, ma il suono della nostra stessa voce non 
potrebbe mai spaventarci.
Lo stesso si può dire della capacità di ingerire e digerire il cibo. Non sarebbe possibile mangiare qualcosa e poi chiederci come mai sentiamo un determinato sapore in bocca: sappiamo benissimo che siamo stati noi a metterci il cibo in bocca.
Ma con il pensiero è diverso. Una volta William James, padre della psicologia americana, disse: “Il pensiero è il grande artefice della nostra esperienza.” Ogni esperienza e percezione nella vita si basa sul pensiero. 
Il pensiero, che precede ogni cosa e persiste in modo automatico, è la nostra funzione più basilare e che ci tocca più da vicino. Abbiamo imparato in modo del tutto innocente a interpretare i nostri pensieri come se fossero “reali”, ma il pensiero non è altro che un’abilità di cui disponiamo: siamo noi a generarlo. È facile credere che, se pensiamo qualcosa, allora l’oggetto del nostro pensiero (il contenuto) corrisponde alla realtà. Una volta capito che il pensiero è un’abilità piuttosto che una realtà, saremo in grado di accantonare qualsiasi pensiero negativo che attraversi la nostra mente. Così facendo, comincerà a venire a galla un sentimento positivo di felicità. Se continuiamo a essere un porto sicuro per i pensieri negativi (prestando loro troppa attenzione o soffermandoci su di essi), ci perderemo i sentimenti positivi e risentiremo degli effetti della negatività.
Ecco un semplice esempio di come il pensiero possa essere frainteso e di come un simile fraintendimento possa avere un’influenza su di noi, artefici dell’equivoco. Facciamo finta di rovesciare per sbaglio un bicchiere d’acqua al ristorante, di alzare lo sguardo e vedere un uomo, due tavoli più in là, che ci lancia quella che a noi sembra un’occhiata di disapprovazione. La nostra reazione è di rabbia. “Cosa vuole quello?” pensiamo. “Non gli è mai caduto niente di mano? Che cretino!”. Ciò che pensiamo delle circostanze ci fa sentire frustrati e finisce per rovinarci il pomeriggio. L’incidente ci torna in mente di continuo, a distanza di pochi minuti, e quando ci pensiamo, ci arrabbiamo. Ma la verità è che quell’uomo non aveva nemmeno visto che avevamo rovesciato l’acqua. Era perso nel proprio mondo, ripensava a un errore che aveva commesso al lavoro quel giorno. Non avrebbe potuto importargliene di meno di noi. In effetti, non sapeva nemmeno della nostra esistenza.
Sfortunatamente, tutti noi ci siamo ritrovati molte volte in una situazione simile. Ci scordiamo che si tratta solo dei nostri pensieri. Ci riempiamo la testa di informazioni false che poi interpretiamo come se fossero “reali” invece di semplici “pensieri”. Se solo riuscissimo a tenere sempre a mente che siamo noi gli artefici dei nostri pensieri! Sapendo che, nel momento in cui pensiamo qualcosa, ne avvertiamo gli effetti, come nell’esempio del ristorante ci saremmo resi conto che a infastidirci non erano i pensieri di qualcun altro, ma i nostri.
Comprendere il Principio del Pensiero e il modo in cui si applica all’esperienza umana è un dono prezioso. Non dobbiamo essere sempre in conflitto con l’ambiente e le persone che ci circondano. Possiamo mantenere un sentimento positivo di felicità perché non ci sentiamo più costretti a prendere davvero sul serio ogni pensiero che ci passa per la testa. Pur non avendo alcun tipo di controllo sulle azioni di un’altra persona, una volta capito che quello che pensiamo sono solo “pensieri” e che non corrispondono alla “realtà”, saremo in grado di rimanere immuni dagli effetti nefasti di ciò che pensiamo di quella persona. Sono i pensieri, e non le circostanze, a determinare i nostri sentimenti, e l’assenza di pensieri negativi suscita sentimenti positivi.
Se non capiamo questo Principio, ci sembrerà che il pensiero sia determinato da ciò che accade nel mondo esterno. Ma in realtà è il contrario.
È il pensiero a modellare la nostra esperienza di vita. Il modo in cui pensiamo qualcosa, e soprattutto il rapporto che instauriamo con ciò che pensiamo, determinano l’effetto che i pensieri hanno su di noi. Le circostanze esterne di per sé sono neutre. Solo il pensiero attribuisce loro un significato. Ecco perché, come spesso accade, la stessa identica circostanza può avere un significato del tutto diverso per persone diverse. 
Nell’esempio del ristorante, se avessimo accantonato i pensieri negativi, non avremmo nemmeno fatto caso all’incidente. Se instaurassimo un rapporto sano con la nostra capacità di pensare, potremmo continuare ad avere dei pensieri, ma senza seguirne il “corso”, e non permetteremmo loro di turbarci.

Consideri la felicità un traguardo da raggiungere, alla fine di un percorso complesso, che prevede la risoluzione dei tuoi problemi, il miglioramento delle tue relazioni, e il raggiungimento di obiettivi prefissati?
Ma in realtà la felicità è la linea di partenza, non l'arrivo.
Richard Carlson ti spiega i motivi di questa affermazione, e soprattutto ti spiega  come essere felice subito, adesso, a prescindere dalla situazione in cui ti trovi
Basandosi su:
  • i principi del Pensiero (i pensieri sono volontari, non involontari);
  • i principi dell'Umore (pensare è un'attività volontaria cangiante e le sue variazioni si chiamano "umori");
  • i principi delle Realtà Separate (ciascuno pensa in modo unico e ineguagliabile e vive in realtà psicologiche separate);
  • i principi dei Sentimenti (sentimenti ed emozioni fanno da barometro quando sei fuori strada, diretto verso l'infelicità);
  • i principi del Momento Presente (il solo momento in cui puoi essere felice, soddisfatto e realizzato).
Questa guida indispensabile conduce il lettore attraverso le sfide della vita restituendogli la gioia di vivere e di godersi il viaggio lungo il cammino.

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2 commenti:

Sabrina Ildebrando ha detto...

Tu sai che anche se non ti commento ti seguo sempre!!
Quello che ho letto è vero,ma non è facile,come su tutte le cose,quando la stanchezza o il problema supera ogni pensiero,toglierlo è difficilissimo e pensare positivo,io ci sto lavorando su questa cosa anche se alcune volte pecco non riuscendoci!!
Un bacio cara!!
Sabry!!

FrancescaMaria ha detto...

Luce e Amore Sabry... la vita è in continuo movimento... normale tentare ed a volte non riuscire subito... ma l'importante è sempre fare...


Un abbraccio Luminoso

Francy

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