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Il cervello a sinistra: razionale-maschile

Sopravvivenza efficiente a condizioni e apparenze, sa far bene una sola cosa per volta. Ego e Volontà.


   Il cervello a sinistra controlla la parte destra del corpo e può essere considerato quello che permette la relazione razionale, maschile, con il visibile, il conosciuto e conoscibile, quello del "vedere per credere", della logica, della matematica, dell'approccio scientifico moderno ma anche della Volontà, dell'agire e dello spesso bistrattato Ego, culla di ogni timore, volere ed ambizione.

   Il cervello delle regole, dei permessi e dei divieti di cui anche le religioni sono tradizionalmente ricche, che trae conclusioni producendo giudizi su ogni cosa credendola possibile o impossibile, facile o difficile, giusta o ingiusta, bella o brutta, ma anche su come fare ciò che si vuol fare e come dire ciò che si vuol dire, in base alle associazioni-informazioni che ha nella sua memoria. Si occupa anche della parola, del linguaggio e del mentire quando sembra convenire.

   Diversamente dal cervello di destra, sembra che elabori le informazioni in serie, come un computer, una dopo l'altra in rapida sequenza.
   L'elaborazione delle informazioni in serie richiede che di presente in presente ogni dettaglio sia separato dal contesto generale per poter essere interpretato-giudicato singolarmente in termini di cause ed effetti, di prima o dopo, ma anche di bene o male, di bello o brutto, di vittima o carnefice e così via, in base ai contenuti che ha nella sua memoria.

   Avendo come riferimento la memoria, le persone razionali (che utilizzano prevalentemente questo emisfero) danno inevitabilmente grande importanza al passato e credono che ogni presente sia solo l'effetto di cause precedenti. Per il cervello destro le cose sembra siano invece molto diverse, i riferimenti non sono nel passato, non sono le cause ma ciò che del presente reisce a rendersi consapevole in base alle finalità, agli intenti che una persona ha. In esso le cause ed effetti coincidono nel non giudizio, nel presente, diventa allora più importante ciò verso cui si tende, le proprie finalità, i propri intenti e progetti rivolti al Futuro.

   L'intento prioritario del cervello razionale a sinistra sembra sia la sopravvivenza del corpo nel tempo, e per riuscire efficacemente a realizzarlo filtra ogni cosa che viene percepita sensorialmente dalla realtà esterna per cercare di riconoscere cosa può favorire, impedire o compromettere la sopravvivenza portando a giudicare continuamente tutto ciò a cui l'attenzione viene rivolta. Sembra che sia soprattutto in caso di reale pericolo che questo emisfero riesce ad esprimere il suo meglio, ma in assenza di minacce concrete può far perdere e confondere in un inutile pensare, preoccuparsi e diffidare di ogni cosa, che si traduce facilmente nell'incapacità di essere Felici. Chi è molto razionale tende a cercare sempre qualcosa di cui potersi preoccupare.
   Poichè elabora le informazioni in termini di cause ed effetti, questo emisfero può portare una persona ad illudersi che la propria Felicità dipenda da altri o da cause esterne, e a produrre, per questo, frustranti aspettative su chiunque ed ogni cosa. Porta, inoltre, a sentirsi a disagio con l'incertezza, ogni dubbio si traduce in sofferenza, il cervello stesso tende allora a semplificare/ottimizzare le cose cercando di produrre idee di verità e certezze riguardo ad ogni cosa e persona, indipendentemente dal fatto che possano essere false o trattarsi solo di approssimaizioni e interpretazioni soggettive.
   Una volta prodotte le proprie certezze tenderà poi a difenderle, a voler aver sempre e comunque ragione anche se si trova ad essere in modo inequivocabile nel torto, a rifiutare ma anche disprezzare o deridere ogni idea diversa dalla sua e a giustificare ogni proprio sbaglio attribuendone la responsbailità ad altri.

   Per le persone che permettono a questo loro emisfero di dominare la loro vita ogni relazione diviene facile occasione di conflitto, senza che riescano nemmeno ad accogersi del perchè.
   Avere ragione richiede il minimo sforzo intellettuale, permette di non dover cambiare e non doversi confrontare con altri dubbi razionalmente insopportabili, ma è molto difficile che una persona riesca a divenire migliore e più Felice, che possa vivere Sucessi se non riesce ad accettare di imparare dai propri errori, sapendoli riconoscere come tali.

   Anche per riuscire ad Amarsi e ad Amare felicemente sembra sia indispensabile saper imparare dai propri errori, ma anche a godere dei propri dubbi, del mistero e dell'incertezza, proprio ciò che l'altro emisfero sa far meglio. Avere due "cervelli" che funzionanno in modo diverso è un gran dono! Per essere efficace nel perseguire la sopravvivenza del corpo, il cervello razionale porta che se ne lascia dominare ad essere tendenzialmente opportunista e anaffettivo, ad essere serio, a cercare di controllare e prevedere ogni cosa e ogni persona che glielo permetta.

   Se una persona olte a sopravvivere ha anche l'ambizione di saper esprimere sè stessa pienamente per essere Felice, l'emisfero di destra può essere per lei un grandioso maestro. Lasciando gestire al cervello razionale anche la propria ambizione alla Felicità, l'approccio ad essa si riduce in termini di cause ed effetti a reazioni ed eventi esterni; lasciando, invece, libero di agire l'emisfero destro, una persona Felice lo diventa naturalmente, senza cause ed effetti.

   Per il cervello razionale il solo sopravvivere, anche se infelicemente, è già un grandioso successo, per questo una persona piò ignorare l'insospettabile e straordinario potenziale di Felicità che potrebbe generare, vivere e condividere se lasciasse consapevolmente esprimere anche il suo emisfero di destra. Sorpendentemente può essere sufficente produrre il chiaro intento di voler sapere essere più Felici che in passato per permettere ai propri due emisferi di inizare a collaborare, ad agire in comunione di intenti: allora tutto può inziare, finalmente, a cambiare in meglio. 


Estratto dal libro



Entusiasmologia
L’arte di rendersi Felici e Fortunati per superare difficoltà, problemi e crisi fino a rinascere da sé stessi
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Il Lago Incantato


Il Lago Incantato


    Immagina di essere sulla riva del grande Lago Incantato. Intorno, lungo la sponda, innumerevoli persone rivolte ad esso. Ai tuoi lati quelle con le quali hai legami di parentela, affettivi o di amicizia, poi altri visi familiari e via via tanta altra gente, mai vista prima. Ognuna di loro è in piedi e sta lanciando dei sassi nel lago, anche tu lo fai. Qualcuno riesce a tirare anche sassi molto grossi e molto lontano, altri solo granelli di sabbia vicino ai propri piedi, altri aspettano di vedere dove gli altri li lanciano, per tirare anche i loro nelle stesse aree del lago, altri ancora tirano a caso. Ogni sasso – piccolo o grande, lanciato vicino o lontano, con forza o fiaccamente, con concentrazione o distrattamente – entrando in contatto con l’acqua produce delle onde. Sassi grandi producono onde grandi, sassi piccoli onde piccole.
   Tutte le persone hanno inoltre, davanti a sé, una sorta di piccolo golfo personale, che guida le onde che giungono dal lago verso i loro piedi.
   Tutte le onde prodotte da ciascuno con i propri sassi interagiscono tra loro sommandosi in alcuni punti e annullandosi in altri. Quelle che giungono sulla riva del lago sono il risultato di tutte le onde che tutti i sassi hanno prodotto ma quelle che entrano nel tuo golfo, e arrivano in prossimità dei tuoi piedi, sono soprattutto quelle che hai prodotto tu, con i tuoi sassi, come fossero rivolte, e riconoscessero, chi ha dato loro origine. Ogni altra persona lancia propri sassi e ha onde nel proprio golfo. Ma è un Lago Incantato: le onde che giungono lungo le sue sponde si trasformano e generano scenari, come film tridimensionali: la Realtà condivisa, quella che tutti percepiscono e vivono collettivamente, a fare da sfondo. Ma le onde che giungono nel tuo porticciolo sono soprattutto quelle che hai generato tu, che sono state prodotte unicamente da te e dai tuoi sassi, prima di arrivare nel tuo piccolo golfo, hanno interagito con tutte le altre onde del Lago. Anche queste si trasformano e generano cose ma solo per te e sono in primo piano: la Realtà individuale, quelle che ognuno vive individualmente all’interno di una Realtà collettiva, condivisa, a fare da sfondo. Lo stesso è per tutti gli altri. Quelle onde personali dipendono da quanti e quali sassi ognuno ha lanciato, dalle dimensioni, dalla distanza, ma soprattutto da dove, nel lago, hanno toccato l’acqua e sono affondati in esso. Ogni volta che un sasso tocca l’acqua, in quel Lago Incantato accade qualcosa: si muove tutto  anche solo per un granello di sabbia. Genera qualcosa che a volte sembra emergere, altre riaffondare subito dopo, ma spesso rimane a galla e viene trascinato dalle onde personali proprio nel golfo personale di chi le ha prodotte.
   Osservi che qualcuno sembra essere concentrato e felice. Scruta il largo e, prima di lanciare i suoi sassi, prende bene la mira. Sceglie i più grandi e sembra che riesca, o almeno ci provi, a mandarli in punti precisi del Lago, scelti da lui, e sembra che sappia già che quello che emergerà, è proprio quello che vuole. Sorride ad ogni suo lancio. I suoi sassi producono onde belle ed evidenti, che si propagano coinvolgendo tutto il Lago ma arrivano sempre, puntuali, nel loro piccolo golfo, a trasformarsi in cose che sembra rendano il padrone, ogni volte, più felice.
   Altri, invece, sembrano molto confusi, distratti, lanciano perlopiù sassolini e sembra che lo facciano a caso, senza nemmeno guardare dove li stanno tirando, dove cadono nel Lago, che cosa fanno emergere e che cosa produrranno nel loro piccolo golfo. Guardano solo che cosa c’è davanti ai loro piedi e ai piedi degli altri, fanno confronti, giudicano, alcuni di loro sembrano cupi, altri rabbiosi, altri si lamentano, altri sembrano sperare in qualcosa, ma tengono gli occhi chiusi. Il piccolo golfo di molti di loro è sporco, eroso da onde deboli, caotiche, turbolente che giungono ai loro piedi trasportando e trasformandosi in cose che sono evidentemente diverse da quelle che si aspettavano, molta spazzatura. Ti sembra  inspiegabile: tutti hanno tutti i sassi che vogliono e possono lanciarli dove vogliono. Potrebbero almeno cercare di lanciarli meglio, ma sembra che quasi tutti, invece, vogliano continuare, e lo facciano di proposito, a lanciarli casualmente e senza fare alcuno sforzo. Molti, addirittura, sembrano furiosi con chi, invece, si impegna nei suoi lanci, o anche solo sorride… Decidi di voler capire e vai a chiedere a uno di loro che cosa aspetta a tirare meglio i suoi sassi, anziché lamentarsi e arrabbiarsi. Quello è un Lago Incantato! La sua reazione ti lascia allibito:
            “Quali sassi? Quale Lago Incantato? Tu sei pazzo! Io davanti ai miei piedi vedo che c’è solo spazzatura e schifezze e che davanti ai piedi di altri ci sono invece un sacco di cose belle. Quello là, vedi?  È lì che se la passa felicemente mentre io sono qui che soffro. Lo odio! Sono furioso! Io devo sempre subire ingiustizie perché sono buono e onesto mentre altri se la godono solo perché sono disonesti ed egoisti. E quell’altro là? È pieno di cose bellissime, e gli avanzano pure, ma quando gli ho chiesto di darne una anche a me, sai cosa mi ha risposto? Mi ha risposto di farmela anche io con i sassi! Ti rendi conto? Con i sassi! Mi prende pure in giro!... Sassi? Allora anche tu mi stai prendendo in giro! Vattene!”
   Lo fai e vai verso una di quelle persone che invece sta lanciando felicemente i suoi sassi. Le chiedi cosa stia facendo. Sorridendo emozionato ti dice:
            “Sai? Questo Lago è incredibile! Ho scoperto che ha in sé di tutto, cose fantastiche, tesori impensabili, esperienze da sogno, qualsiasi cosa riesca ad immaginare è da qualche parte là sotto e se riesco a colpirla con il sasso giusto, arriva a me. È straordinario!”
            “Davvero? Ma come fai a sapere dove devi tirare per colpirla?”
            “E’ questa la cosa più incredibile! Mi basta pensare, concentrarmi sulla cosa che voglio avere e che devo colpire. più è bella e più sono felice anche solo pensando di poterla avere. Prima di tirare il sasso lo scelgo, lo tengo in mano, chiudo gli occhi e mi immagino di vederla e che sia già mia, perché so che l’avrò, funziona così. A quel punto succede una cosa incredibile! Lo so, penserai che è impossibile ma se ci provi anche tu e ci riesci capirai che è così: io tiro il mio bel sasso dove voglio, cerco solo di mandarlo in un punto del Lago dove ci sono poche onde di quelle fatte dagli altri con i loro sassi ed è la cosa che voglio che và proprio dove io ho tirato il sasso! È quella cosa che colpisce il mio sasso! Funziona così! È il contrario di quello che si potrebbe credere! Io devo solo tirarlo bene perché faccia delle belle onde in tutto il Lago ed è ciò che voglio che va proprio lì, me ne sono accorto! Poi le mie onde la portano da me, come se mi riconoscessero e sapessero esattamente dove sono. È fantastico, dai, prova anche tu!”
            “Certo che ci provo!”
   Sorridi anche tu cercando di frenare la sua eccitazione che, pur delicata, ti travolge.
            “Ma scusa, se è così semplice, gli altri che cosa aspettano a farlo anche loro?”
            “E che ne so? Ho provato a dirlo ad alcuni di loro ma mi hanno detto che sono un pazzo visionario, nessuno mi ha creduto, mi sono anche preso degli insulti e qualcuno ha cercato anche di darmele. Tu sei il primo che me lo ha chiesto e mi ha ascoltato. Grazie!”
            “E tu come hai fatto a scoprire questa cosa?”
            “Da piccolo, giocando, una volta c’ero riuscito: avevo desiderato tantissimo una pista per le mie macchinine, per giocarci invece che in mezzo a tutti quei sassi.
   Pensavo alla mia pista preferita e ho sorriso mentre toglievo un sasso davanti alla mia macchinina preferita tirandolo in acqua, vicino alla riva ma a caso e senza pensare a dove andasse, senza nemmeno guardarlo.
   Poco dopo mi sono girato e in riva al Lago c’era la mia pista preferita. Ho creduto fosse apparsa dal nulla! Ero troppo felice e ho iniziato subito a giocarci senza cercare nemmeno di capire come era potuta apparire. Poi l’ho raccontato ai miei genitori, all’inizio credevano l’avessi rubata a qualcuno. Forse ancora lo credono. E poi ho pensato che forse qualcuno mi aveva fatto uno scherzo, ma bello! E me ne sono dimenticato. Qualche anno fa, poi, mi è successa una cosa bruttissima ed ero davvero disperato.  A un certo punto ho provato a esprimere un desiderio felice tirando un sasso, così, mi è venuto spontaneo farlo nel mezzo della mi disperazione, solo per cercare un sollievo. E mi sono accorto, e mi sono ricordato… Dai, prova anche tu, dai, fallo, ti prego!”
            “Ma sei sicuro che tutto questo sia Reale? Ho provato a parlare con uno di loro: dice che né il Lago né i sassi esistono e che le sole cose reali sono quelle che ti arrivano ai piedi, a caso.”
            “E se anche fosse? Anche se il Lago, i sassi e le onde fossero irreali? Anche io, tu e gli altri potremmo essere irreali, e anche le cose che arrivano ai piedi allora, e anche il caso allora! A me interessa godermi qualunque cosa possa vivere, reale o irreale poco importa, io sono felice e la mia felicità è reale e invece di perdere tempo a chiedermi che cosa è reale, e che cosa è irreale mi godo tutto quello che per me è reale, gli altri possono credere in quello che vogliono… Dai, prova!!!”

   Questa metafora, vedrai, è molto più realistica di quanto tu possa ora pensare…


Tratto da
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10 MOTIVI PER MIGLIORARE LA NOSTRA VITA



GUARIRE CON LA MENTE

 

1 – I miei pensieri creano la mia realtà, i miei pensieri possono creare una nuova realtà: la mia guarigione.


2 – Il mio corpo possiede un potere illimitato di auto-rigenerazione, di auto-guarigione rapida, di auto-ringiovanimento.


3 – Chi sono io? Io Sono l’Ego, sono il mio corpo, la Mente Cosciente, il SubConscio, il SuperConscio, la Fonte Divina, Dio in me, Io Sono sempre quell’Unico Io.


4 – I pensieri ripetitivi diventano convinzioni, le convinzioni ripetitive diventano credenze, le credenze ripetute per secoli e millenni diventano dogmi immutabili, i dogmi ripetitivi diventano Fede, questo tipo di Fede compie miracoli.


5 – “Tutto è possibile a chi crede”. “Ti sia fatto come hai creduto”. (Gesù)


6 – La Potenza creatrice di un pensiero sta nella sua ripetizione, su questo principio si basa il potere dei Mantra.


7 – I miei pensieri creano la mia realtà, i miei pensieri stanno creando la mia realtà, che cosa sto pensando in questo momento?


8 – Io sono l’autore dei miei pensieri, io sono il responsabile della  realtà che creano i miei pensieri, io posso modificare i miei pensieri, io posso cambiare la mia realtà.


9 – La ripetività di un pensiero, o di una credenza, ha il potere di modificare persino il DNA.


10 – La Meditazione, o l’Affermazione propositiva di un pensiero, è l’applicazione di un pensiero ripetitivo per produrre volontariamente dei cambiamenti favorevoli nella nostra realtà. Medita sulla realtà che vorresti attuare.

 

Sebastiano.



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Questo articolo può essere diffuso liberamente, purchè in maniera integrale, per uso non commerciale, e citando sempre la fonte:   http://scienzanewthought.wordpress.com/ .  Compreso questo testo. Sebastiano.

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Cambiando le tue credenze, cambi la tua Vita - 1

Il successo in qualsiasi attività è dovuto per l'80% all'atteggiamento mentale e per il 20% a motivi tecnici.

Tutti abbiamo difficoltà e problemi ma la differenza vitale sta nel come li affrontiamo. 
   Vediamo i problemi come qualcosa di utile che porta con sè una lezione, li vediamo come una sfida, oppure li vediamo come una cosa insormontabile e difficile da superare?
   Permettiamo alle prime difficoltà di toglierci la motivazione al raggiungimento dei nostri obiettivi oppure li vediamo come un trampolino di lancio a fare ancora meglio e utilizzare le risorse che abbiamo dentro di noi e non stiamo ancora utilizzando completamente?

   Chi è che decide se siete capaci o meno di fare qualcosa se non le vostre stesse credenze al riguardo? 



Cosa sono le Credenze? 

   Una credenza non è nient'altro che una sensazione di certezza nei confronti di qualcosa o di qualcuno. Non è oggettivamente una cosa vera ma una soggettiva sensazione di veridicità. Quando abbiamo l'assoluta certezza che le cose sono in un determinato modo è perchè abbiamo una credenza con molti riferimenti proprio su quella determinata cosa.
   Le credenze rappresentano la nostra visione personale del mondo e di tutto ciò che ci circonda. Ogni volta che iniziamo una frase con: "Sono sicuro che...", "Credo che...", "Secondo me...", non stiamo facendo altro che esprimere queste nostre credenze e tendiamo istintivamente a confermarle continuamente.
   Oltre che poter essere potenzianti o depotenzianti, le credenze possono essere divise in tre tipologie principali: 
  1. Credenze generali: es, Tutti gli stranieri sono disonesti
  2. Credenze su noi stessi: es, Io sono bravo a parlare inglese
  3. Regole e precetti: es, Bisogna sempre salutare quando si entra in una stanza dove ci sono altre persone 
 
   Tutte le nostre credenze personale vanno ad influire su tutti i nostri rapporti  e sul nostro modo di comportarci. Ad esempio: se io credo che mangiare pasta a cena sia un'abitudine negativa, sicuramente tenderò a mangiare ben altro a cena e se sento di qualcuno che avendo mangiato la pasta a cena e si è sentito poco bene, andrò a confermare la mia credenza pensando: "Visto? Che ti avevo detto?"... senza valutare che quella persona potrebbe essersi sentita male perchè invece ha mangiato dei funghi avvelenati o perchè intollente al glutine o alla panna.




5 Segnali che indicano che siete ADULTI INDACO


Da 10 anni a questa parte, il termine bambini indaco sta ad indicare i bambini che rappresentano uno stadio superiore dell’evoluzione umana nel contesto dell’era New Age. I sostenitori di tale ipotesi dicono che questa parte superiore dell’evoluzione sia la protagonista di un progresso spirituale, etico e mentale.     Una sorta di razza la cui missione è sfidare il sistema prestabilito.
   «Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, gli indaco hanno iniziato a nascere, aumentando numericamente durante gli anni ’70 ed ’80», spiega la psicologa Esther Morales Leon.  A questo punto, molti di questi giovani hanno raggiunto l’età adulta. Tali adulti, ora, non sanno se appartengono o meno a questo gruppo; pertanto, hanno dei problemi a comprendersi e a gestire le loro emozioni.
   La dottoressa Morales Leon chiarisce che il compito delle “persone indaco” è quello di accettarsi, apprezzarsi e scoprire quale sia la loro missione nella vita, mettendo in moto tutti i talenti che hanno dalla nascita e il loro alto livello di consapevolezza. «Tutti questi elementi favoriscono l’evoluzione planetaria», sostiene la psicologa. Oggi condivideremo con voi le caratteristiche principali degli “adulti indaco”.

Foto presa dal web


Gli adulti indaco si sentono diversi dagli altri
   La personalità degli “indaco” è basata sull’alta sensibilità, sull’intelligenza e sulla creatività. Questi individui, dunque, adorano creare oggetti ed esperienze, sprigionando una forte empatia con l’ambiente che li circonda. Ciononostante, si sentono diversi dagli altri e fanno fatica ad adattarsi al modello di vita sociale imposto.
   Risulta loro difficile capire i gesti altrui realizzati con riluttanza o con poco sforzo e non riescono a gestire l’ira e la rabbia che ne conseguono. Preferiscono lavorare da soli ed essere leader; sanno anche cooperare in gruppo, ma, anche in questo contesto, prediligono l’individualità.


Percepiscono più facilmente le bugie e la falsità
   È chiaro che nessuno ama le bugie, per quanto piccole siano. Non ci fa piacere che altri stabiliscano ciò che dobbiamo e non dobbiamo sapere. Le persone “indaco”, avendo un senso della giustizia molto sviluppato, non amano le menzogne e le falsità quando devono relazionarsi con chi sta loro attorno e con loro stesse. Percepiscono sensazioni che altri non rilevano, pertanto sono più intuitive, comprendono facilmente situazioni a loro estranee e ci mettono pochissimo a realizzare che qualcosa non torna.
   Wendy Chapman, scrittrice statunitense di diversi libri legati a questo tema, ci dà qualche altro spunto grazie ai risultati delle sue ricerche: «Le persone indaco sono intelligenti, anche se non è detto che abbiano ricevuto i voti più alti. Hanno sempre bisogno di sapere il “perché” delle cose, soprattutto quando si chiede loro di fare qualcosa. Quando andavano a scuola, s’infastidivano e persino odiavano la maggior parte dei lavori ripetitivi che erano obbligati a fare.»

Sono persone spirituali quando si tratta di migliorare il mondo e la loro interiorità
   Sin dalla tenera età, le persone “indaco” possiedono una grande consapevolezza di se stesse, riuscendo così ad essere intuitive e a percepire molte più cose rispetto agli altri. Hanno una saggezza interiore innata e sviluppano il pensiero astratto fin dall’infanzia. Hanno anche una forte capacità di realizzare tutto ciò che sognano e che si propongono. Di conseguenza, hanno bisogno di essere attive per poter svolgere azioni che le aiutino a migliorare il mondo e a cambiarlo, anche se possono trovare degli ostacoli nella fase di identificazione del loro percorso.
   La ricerca consapevole della felicità interiore intesa come priorità quotidiana è un segno distintivo delle persone altamente sensibili, capaci di comprendere la vita, come nel caso dei “soggetti indaco”. Capire il mondo attraverso la spiritualità, le sensazioni che ci regalano le persone che amiamo e i consigli di auto-aiuto sono elementi fondamentali nel quotidiano.

Vivono esperienze psichiche
   C’è chi sostiene che i bambini “indaco” godano di abilità paranormali, come la telepatia, la capacità di leggere nel pensiero, l’empatia o un’accesa creatività. Il nome “indaco” deriva dalla credenza che questi possiedano un’aura di medesima tonalità.
   Quando parliamo di esperienze psichiche, facciamo riferimento alle premonizioni, alle esperienze extra-sensoriali e al “sentire voci”. Sono in molti a credere che certe persone abbiano la capacità di entrare in connessione con altre dimensioni, di percepire l’energia attorno a sé, di creare visualizzazioni mentali, di sognare situazioni future e di avere amici immaginari.

Sono persone altamente sensibili
   Le persone “indaco” hanno una personalità emotiva estremamente sensibile, esprimono i loro sentimenti alla prima occasione oppure fanno l’esatto opposto, ovvero non mostrano neanche l’ombra di un’emozione. Sessualmente sono molto espressivi, oppure rifiutano la sessualità per noia o per voglia di raggiungere una connessione spirituale più elevata. Ricercano il significato della loro esistenza, la loro missione vitale e la comprensione del mondo.
 

 Ovviamente, non ci sentiamo tutti i giorni allo stesso modo e, per fortuna, possiamo contare su vari meccanismi che ci consentono di esprimere quello che viviamo. A causa dell’alta sensibilità sviluppata sia con le proprie emozioni sia con quelle altrui, le persone “indaco” possono fluttuare dalla tristezza alla disperazione più assoluta.

 By La Mente è Meravigliosa

Come trovare la tua strada


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Ogni individuo è meravigliosamente unico.

Ciascuno di noi è straordinariamente perfetto.

Siamo un miracolo che cammina, si muove, respira, interagisce con altri miracoli e cerca la propria strada.

Ma cosa fare, chi essere, quale strada percorrere?

Semplice, sii te stesso.



Sii sincero con te stesso

Non è certo un pregio mentire al prossimo, ma ancora più deleterio è mentire a noi stessi. Molti di noi sono invischiati nell'abitudine di ignorare le proprie più intime aspirazioni per compiere ciò che gli altri si aspettano da loro.

I giudizi e le pretese di parenti, amici e colleghi ci spingono a comportarci in base alle loro aspettative. Ma a dispetto di ogni influenza esterna, siamo sempre noi a poter decidere della nostra vita. E la cosa più saggia che possiamo fare, sia per noi che per il prossimo, è seguire le nostre aspirazioni.


Ama

Seguire le tue aspirazioni non si traduce certo in un invito a ignorare il prossimo. Al contrario. Il modo più sublime e meraviglioso per rendere omaggio a te stesso e a coloro che ti sono intorno è quello di dedicarti alle tue passioni e diffondere la tua gioia, il tuo entusiasmo e il tuo amore a chi ti è vicino. Dedicarti a qualcosa che non ti appassiona ti svuoterebbe presto, ti farebbe appassire, succhierebbe via le tue energie. Seguire le tue aspirazioni, le tue passioni ed i tuoi desideri più intimi, invece, farà straripare la tua energia, il tuo amore e la tua vitalità verso coloro che ti sono accanto.


Individua e Segui i Tuoi Valori

Se vuoi compiacere qualcuno, sii onesto. Fai ciò che gli altri si aspettano da te soltanto quando ciò è coerente e in linea con i tuoi valori, non semplicemente perchè vuoi fare bella figura ai loro occhi. Non studiare per diventare avvocato soltanto perchè è il sogno dei tuoi genitori. Mancheresti di rispetto sia a te che a loro. Spiegagli che la tua passione è un'altra, e che per te questo sarà il modo migliore per celebrare la vita che ti hanno donato. Ogni genitore è felice se sa che il proprio figlio lo è.


Non temere di rischiare.

Una curiosa definizione del termine "pazzia" è: Fare ogni giorno la stessa cosa e aspettarsi risultati differenti. Se vuoi davvero vivere in pieno la tua esistenza, e non semplicemente esistere, non temere di avventurarti nel rischio. Ascolta sempre il tuo cuore e affronta le tue paure. Non arriverai mai dove vuoi se temi di compiere le scelte che ti ci possono condurre. Non avere paura del giudizio, non temere di fare ciò che vorresti fare ed essere ciò che vorresti essere soltanto perchè non in linea con il pensiero altrui. Rispetta e ama incondizionatamente, ma fai le tue scelte.

Sii sincero con te stesso, segui il tuo istinto e ascolta il tuo cuore in ogni passo della tua vita.



Fonte: vivizen. com




Sii sincero con te stesso, segui il tuo istinto e ascolta il tuo cuore in ogni passo della tua vita.

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