Theta Healing

Dragoncello: Proprietà

Il dragoncello (Artemisia dracunculus L), conosciuto anche con il nome di estragone, è una pianta erbacea aromatica che cresce spontaneamente nella Russia meridionale ed in tutto il bacino mediterraneo. 

Il suo nome, dracunculus (piccolo drago), molto probabilmente deriva dall’abitudine che vigeva nel Medioevo di utilizzare questa pianta contro i morsi di serpenti velenosi. 

Il Dragoncello è una pianta erbacea perenne, che forma dei bei cespugli alti fino a 80 cm con fusti molto ramificati. Le foglie sono lanceloate - lineari di colore verde chiaro. I fiori sono molto piccoli di colore giallo-verde portati da infiorescenze riunite in pannocchie. Fiorisce da luglio ad ottobre. I frutti sono degli acheni.

Oligoterapia

Il termine Oligoterapia, dal greco oligos=poco, indica un metodo terapeutico basato sulla somministrazione di oligoelementi a dosi deboli, dell'ordine del milionesimo di grammo.
In senso più ampio, l'oligoterapia utilizza anche elementi minerali che non sono propriamente oligoelementi, ma che appartengono al gruppo degli elementi plastici (Zolfo, Fosforo) o degli elementi maggiori (Magnesio, Potassio).
Esistono 2 indirizzi in oligoterapia: catalitico e nutrizionale.

Fin dai tempi più remoti e presso tutte le civiltà, vengono intuite le proprietà benefiche o tossiche degli elementi minerali. Presso i Caldei, circa 6.000 anni prima di Cristo, viene introdotto l'uso di portare braccialetti di rame al polso, per prevenire le infezioni e combattere i reumatismi.
Nell'Antico Testamento il Signore impartisce a Mosè il comando: "Per le purificazioni farai una vasca di rame con il piedistallo di rame e la riempirai di acqua. Aronne e i suoi figli useranno quest'acqua per lavarsi le mani e i piedi. Così non moriranno. Essi devono lavarsi le mani e i piedi per non morire. Questa prescrizione rituale ha valore assoluto per lui e per tutti i suoi discendenti." (Esodo 30, 18-21)
Nell'antichità vengono intuite le proprietà antiinfettive del Magnesio, antidepressive dell'Oro.

Dopo l'intuizione di fine '800, ad opera di Gabriel Bertrand, del ruolo essenziale svolto dagli oligoelementi come catalizzatori delle reazioni chimiche, nella biologia vegetale ed animale, il medico francese Jacques Ménétrier, negli anni '30, introduce l'uso sistematico degli oligoelementi in terapia, definendo l'oligoterapia catalitica. Indicazione elettiva per il trattamento con gli oligoelementi sono i disturbi funzionali, non lesionali. Per questa ragione viene introdotto il termine di Medicina Funzionale per indicare il metodo clinico-terapeutico per lo studio ed il trattamento di tali disturbi.
Nei decenni seguenti, la Scienza dell'Alimentazione ha contribuito alla nascita di un secondo indirizzo di Oligoterapia, definito "nutrizionale", basato sulla individuazione del ruolo degli oligoelementi, sulla determinazione del loro fabbisogno, sulla evidenziazione di carenze o eccessi e sulla loro eventuale Integrazione Alimentare.

Cos'è la Fitoterapia

La parola Fitoterapia [dal greco phyton (pianta) e therapeia (cura)] rappresenta in assoluto la prima forma di medicina utilizzata dall'uomo.

L’uso terapeutico delle piante medicinali è conosciuto e citato sin nei geroglifici dell’antico Egitto, nei testi di cultura orientale risalenti ad oltre 5000 anni fa, passando poi per i Greci e i Romani con una crescente importanza nel secolo scorso fino ad arrivare ai giorni nostri.

Con il termine Fitoterapia perciò si intende la cura e la prevenzione della malattia mediante la somministrazione di farmaci a base naturale.
I farmaci fitoterapici contengono principi attivi derivati esclusivamente dalle piante o da associazione di piante.
La moderna fitoterapia si basa sul concetto della " attività terapeutica globale della pianta" secondo cui nessun costituente della pianta può considerarsi "attivo" o "inerte". La pianta medicinale è considerata un organismo unitario nel quale ogni costituente ha un propria ragione d'essere nell'economia fisiologica della pianta stessa, ed esercita una determinata funzione.
Di conseguenza tutti i costituenti della pianta, sia quelli con attività farmacologica che quelli privi di attività farmacologica  ma che possono modificare l'assorbimento dei primi, concorrono a determinare l'attività terapeutica globale della pianta medicinale.

Achillea Millefoglie, proprietà

Achillea Millefoglie.



La tradizione (trasmessaci da Plinio) vuole che Achille curò alcune ferite dei suoi compagni d’arme, nell’assedio di Troia, con tale pianta; da qui il nome del genere. Sembra che sia stato Chirone (suo maestro) ad informarlo delle capacità cicatrizzanti della pianta. Il nome definitivo della pianta fu comunque assegnato da Linneo. Il nome della specie (millefoglie) deriva per le sue foglie profondamente frastagliate.
Nome scientifico Achillea millefolium L., è una pianta della famiglia delle Asteraceae di tipo erbaceo, perenne ed aromatica con rizoma ramificato e strisciante e fusto dritto alla cui sommità dei corimbi portano diversi capolini di fiori profumati bianchi o rosati. L’aspetto è densamente cespitoso dato soprattutto dalle foglie tipiche di questa specie.

E’ una tra le nostre piante più comuni. Le sue false ombrelle bianche, talora rosse, fioriscono da maggio alla fine dell’autunno lungo le strade, le ferrovie, nei terreni incolti ed in quelli coltivati.

Questa composita si distingue subito dalle Ombrellifere, con le quali i non botanici potrebbero confonderla, esaminando i suoi piccoli “fiori”, che in realtà sono dei capolini, e dal fatto che i loro comuni peduncoli non partono da uno stesso punto sul fusto principale. Questi caratteri, unitamente a quelli delle foglie, strette, a margini quasi paralleli, con le foglioline disposte su due ranghi e molto finemente frastagliate, la rendono facilmente riconoscibile.
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