10 MOTIVI PER MIGLIORARE LA NOSTRA VITA

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Ho Imparato a Ridere


GUARIRE CON LA MENTE

 

1 – I miei pensieri creano la mia realtà, i miei pensieri possono creare una nuova realtà: la mia guarigione.


2 – Il mio corpo possiede un potere illimitato di auto-rigenerazione, di auto-guarigione rapida, di auto-ringiovanimento.


3 – Chi sono io? Io Sono l’Ego, sono il mio corpo, la Mente Cosciente, il SubConscio, il SuperConscio, la Fonte Divina, Dio in me, Io Sono sempre quell’Unico Io.


4 – I pensieri ripetitivi diventano convinzioni, le convinzioni ripetitive diventano credenze, le credenze ripetute per secoli e millenni diventano dogmi immutabili, i dogmi ripetitivi diventano Fede, questo tipo di Fede compie miracoli.


5 – “Tutto è possibile a chi crede”. “Ti sia fatto come hai creduto”. (Gesù)


6 – La Potenza creatrice di un pensiero sta nella sua ripetizione, su questo principio si basa il potere dei Mantra.


7 – I miei pensieri creano la mia realtà, i miei pensieri stanno creando la mia realtà, che cosa sto pensando in questo momento?


8 – Io sono l’autore dei miei pensieri, io sono il responsabile della  realtà che creano i miei pensieri, io posso modificare i miei pensieri, io posso cambiare la mia realtà.


9 – La ripetività di un pensiero, o di una credenza, ha il potere di modificare persino il DNA.


10 – La Meditazione, o l’Affermazione propositiva di un pensiero, è l’applicazione di un pensiero ripetitivo per produrre volontariamente dei cambiamenti favorevoli nella nostra realtà. Medita sulla realtà che vorresti attuare.

 

Sebastiano.



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Questo articolo può essere diffuso liberamente, purchè in maniera integrale, per uso non commerciale, e citando sempre la fonte:   http://scienzanewthought.wordpress.com/ .  Compreso questo testo. Sebastiano.

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Metamedicina

     Il termine "Metamedicina" è formato dal prefisso greco meta, che significa "andare al di là". Al di là della fisica non c'è la metafisica, al di là del conscio non c'è l'inconscio, e al di là del conosciuto non c'è l'ignoto?

     La Medicina e la Metamedicina potrebbero essere paragonate ad un iceberg. Mentre la Medicina si occupa della parte emergente dell'iceberg, poiché prende in considerazione i sintomi che affliggono materialmente il corpo umano, la Metamedicina agisce sulla sfera emozionale, aiutando il soggetto a liberarsi dalle emozioni che lo fanno star male e che, spesso, danno origine a disturbi psicosomatici.

     Gli studi sui rapporti mente/corpo ci informano che l'80% delle malattie sono di origine psicosomatica, ed è appunto sull'aspetto psicosomatico della malattia che interviene la Metamedicina. Essa si basa fondamentalmente su un approccio induttivo, piuttosto che deduttivo, non fa diagnosi, non prescrive farmaci, né alcun tipo di trattamento. 

Queste le differenze:

Approccio deduttivo. Quando utilizziamo le nostre conoscenze per aiutare gli altri, ci serviamo di questo approccio. Per esempio, dire a una persona "Se hai male al ginocchio vuol dire che fai troppo sport" che, visto da un punto di vista metafisico significa "vuol dire che non sei abbastanza flessibile". Va detto che tali deduzioni possono essere giuste, ma possono anche non esserlo.

Approccio induttivo. Il terapeuta non interpreta a modo suo i sintomi denunciati dalla persona; l'aiuta piuttosto nel processo che la porterà a scoprire da sola la causa della sua sofferenza ed a risolverla. In seguito, potrà guidarla attraverso un processo di liberazione della sua sofferenza emozionale, aiutarla a trovare una soluzione al suo conflitto o incoraggiarla a mettere in atto le azioni che la possono liberare.


Come funziona la Metamedicina?
La Metamedicina utilizza alcune chiavi di interpretazione che esamineremo brevemente.
  • 1. La prima chiave interessa l'organo malato e il suo ruolo o la sua funzione.
  • 2. La seconda chiave prende in considerazione la manifestazione (il sintomo) che potrebbe essere: dolore, ustione, crampi, sanguinamento, prurito, ecc.
  • 3. La terza chiave riguarda la comparsa del sintomo o il momento in cui si sono manifestati i primi sintomi. Le domande da porre dovrebbero essere: "Quando sono cominciati i disturbi? Che cosa è successo nella vita di questa persona, prima che si manifestassero i primi sintomi?
  • 4. La quarta chiave riguarda i fenomeni di risonanza. Il sintomo si manifesta con discontinuità o in una situazione particolare o in un momento ben preciso, per esempio al mattino?
  • 5. La quinta chiave consiste nell'indagare se il disturbo o la malattia comporta dei vantaggi o una scappatoia per la persona colpita.
  • 6. La sesta chiave consiste nel ricercare se questo disturbo impedisce a questa persona di fare qualcosa. Se sono cose che le piacciono, come ballare, è possibile che nasconda un senso di colpa che le crea una forma di autopunizione.
  • 7. La settima chiave consisterà nello stabilire se c'è un legame tra ciò che vive o prova la persona e la manifestazione del suo inconscio.
  • 8. L'ottava chiave consiste nello scoprire se la persona che ha chiesto il nostro consulto si trova in una fase attiva o di remissione della malattia. La fase attiva dura fino a quando dura il conflitto. Allorché non è più sconvolta, non ha più paura ed ha trovato la soluzione ai suoi problemi, ci sono delle buone possibilità che la sua malattia si trovi in una fase di recupero che la porterà alla guarigione.
  • 9. La nona chiave consiste nell'aiutare la persona a trovare la soluzione ai suoi problemi ed aiutarla a trasformare il sentimento o l'emozione in causa.
Se in seguito ci sarà un miglioramento o la sparizione del disturbo, vuol dire che la causa è stata riconosciuta e risolta. In caso contrario, è possibile che ci siano altri elementi responsabili che non sono stati identificati.
Trovi l'articolo completo in: www.metamedicina.com/It/Metamedecine.asp
Libri per approfondire

Metamedicina - Ogni Sintomo è un Messaggio
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