Tra poco arriva l'Inverno, come possiamo prepararci per prevenire i problemi di salute, senza ricorrere ai farmaci ? Sempre piu spesso in questa stagione fredda si ricorre agli analgesici, agli anti-febbrili, agli anti reumatici, agli antibiotici, con il risultato di intossicare sempre di più il nostro organismo, se invece guardiamo alla Natura abbiamo delle piante che non dovrebbero mancare se ci vogliamo curare in modo naturale. In questo periodo dell'anno, più che in altri, consiglio :
I tre livelli di pensiero: L'Albero
Secondo il modello cognitivo di Beck i livelli di pensiero sono 3 e sono organizzati secondo una sempre maggiore profondità e complessità. I 3 livelli sono come le 3 parti che compongono un albero: le foglie (i pensieri automatici) piccole e caduche, il tronco (le credenze) più solido e strutturato, e le radici (gli schemi) su cui tutto l’albero si regge.
LE FOGLIE: I PENSIERI AUTOMATICI
“Sono la solita incapace!”
“Non me ne va mai bene una!”
“Non riuscirò mai a portare a termine quel compito: è troppo difficile!”
“Gli altri sono sempre migliori di me.”
“Non me ne va mai bene una!”
“Non riuscirò mai a portare a termine quel compito: è troppo difficile!”
“Gli altri sono sempre migliori di me.”
Si tratta di una sorta di commento interno in cui la persona si impegna in specifiche situazioni. Possono essere coscienti ma possono anche non esserlo. E’ comunque possibile renderli consapevoli se la persona vi presta sufficiente attenzione con un adeguato allenamento.
Per individuare i pensieri automatici è necessario rispondere alla seguente domanda: “Che cosa mi stava passando per la mente proprio allora?”.
Per individuare i pensieri automatici è necessario rispondere alla seguente domanda: “Che cosa mi stava passando per la mente proprio allora?”.
Sono pensieri rapidi, brevi, telegrafici anche se tendono a giungere alla consapevolezza della persona in lunghe catene. Ad un pensiero automatico infatti spesso ne seguono altri, sulla stessa scia e con le stesse modalità.
I pensieri automatici legano un evento alla reazione emotiva conseguente.
I pensieri automatici legano un evento alla reazione emotiva conseguente.
Esempio
Situazione: incontro una vecchia amica per strada che non mi saluta.
Pensiero automatico: “Le sono sempre stata antipatica.”
Reazione emotiva: rabbia, tristezza
Situazione: incontro una vecchia amica per strada che non mi saluta.
Pensiero automatico: “Le sono sempre stata antipatica.”
Reazione emotiva: rabbia, tristezza
IL TRONCO: LE CREDENZE
“Se sbaglio ancora, allora gli altri penseranno che sono un’incapace.”
“Devo avere successo in tutto quello che faccio.”
“Se fallisco, gli altri mi puniranno.”
“Sono una brava persona solo nella misura in cui sono una persona competente.”
“Devo avere successo in tutto quello che faccio.”
“Se fallisco, gli altri mi puniranno.”
“Sono una brava persona solo nella misura in cui sono una persona competente.”
Le credenze rappresentano il livello intermedio del pensiero.
Si dividono in 3 categorie:
Si dividono in 3 categorie:
1. REGOLE: la persona si da delle regole di comportamento valide per sé o per gli altri. (Es. Devo essere sempre la persona più competente di tutte. Bisogna essere sempre disponibili quando qualcuno chiede aiuto.)
2. OPINIONI: riguardano le opinioni su se stessi, su gli altri e sul mondo. (Es. E’ male/terribile/sconveniente essere persone superficiali/incompetenti/etc.).
3. ASSUNZIONI: assumono la forma di proposizioni “Se…allora.” (Es. Se non faccio il massimo, allora fallirò.)
2. OPINIONI: riguardano le opinioni su se stessi, su gli altri e sul mondo. (Es. E’ male/terribile/sconveniente essere persone superficiali/incompetenti/etc.).
3. ASSUNZIONI: assumono la forma di proposizioni “Se…allora.” (Es. Se non faccio il massimo, allora fallirò.)
L’ipotesi è che le credenze abbiano la capacità di far sorgere i pensieri automatici. Spesso le persone non sono pienamente consapevoli delle loro credenze, al contrario dei pensieri automatici che sono più accessibili alla consapevolezza. Esse sembrano però essere la base di molte reazioni delle persone, esprimendosi nelle loro emozioni, nei loro pensieri automatici e nei loro comportamenti.
Malattie di Alzherimer
La demenza di Alzheimer ha, in genere, un inizio subdolo: le persone cominciano a dimenticare alcune cose, per arrivare al punto in cui non riescono più a riconoscere nemmeno i familiari e hanno bisogno di aiuto anche per le attività quotidiane più semplici.
La demenza di Alzheimer oggi colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni e in Italia si stimano circa 500mila ammalati. E’ la forma più comune di demenza senile, uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. La malattia colpisce la memoria e le funzioni cognitive, si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare ma può causare anche altri problemi fra cui stati di confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.
Per demenza si intende un declino progressivo delle facoltà mentali che in un intervallo di tempo più o meno lungo causa gravi handicap all'individuo e circa il 70% delle demenze progressive nell'adulto sono causate dalla malattia di Alzheimer.
La demenza di Alzheimer oggi colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni e in Italia si stimano circa 500mila ammalati. E’ la forma più comune di demenza senile, uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. La malattia colpisce la memoria e le funzioni cognitive, si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare ma può causare anche altri problemi fra cui stati di confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale.
Sembrerebbe che la malattia insorga perchè l'elaborazione di alcune proteine cerebrali, a livello cellulare, avvenga in modo alterato, portando all'accumulo di una proteina tossica nelle cellule e negli spazi intracellulari.
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