Tornare alle basi

Cara creatura, dolce e gentile... addentrandoci in questa esplorazione facciamo un passo indietro e consideriamo i concetti fondamentali, tra cui il seguente: stai intraprendendo un viaggio. E non si tratta del viaggio dalla nascita alla morte, ma di un percorso che parte da molto prima della nascita e arriva ben oltre la morte.
L'importanza e le implicazioni di tale Viaggio sono appena comprensibili alla Mente. Si possono capire, ma a fatica.
Forse perché la Mente è incapace e inefficiente? No, è perché ha avuto pochissime informazioni sul Viaggio stesso.
Ne sappiamo qualcosa in modo molto indiretto. Non perché i più anziani o i maestri si siano messi a raccontarci tutto ciò che dovremmo sapere in proposito (dopotutto, nemmeno loro ne sanno più di noi), ma perché la nostra arte personale ha fatto il possibile per colmare il vuoto.
È la cultura dell'umanità a dirci qualcosa dell'esperienza in cui ci troviamo. (Ed ecco perché la tendenza a togliere le «materie artistiche» - come musica, teatro, disegno e altre espressioni creative - dalle scuole, lasciando classi intere a studiare solo storia, è in grado di arrecare così tanti danni alla percezione di chi siamo e del perché siamo qui.)
Abbiamo bisogno che la cultura e la ricerca spirituale (in forma di storie e canzoni, film e tragedie, romanzi e poesia, e persino buona televisione) ci raccontino di noi stessi in modo più completo.
La poetessa americana Em Claire l'ha fatto, catturando l'essenza del nostro viaggio, e scrivendo...
Ho lasciato la Casa da così tanto tempo che non riconoscerei nemmeno la mia faccia. Ho costruito la Barca della Mia Vita e sono uscito in mare aperto salutando con la mano tutti coloro che sapevano che le onde mi avrebbero dato tutto ciò che potevo e tutto ciò che non potevo affrontare e tuttavia mi salutavano, e io sono partito in mare aperto sulla Barca della Mia Vita: costruita dall'Anima, creata dal Cuore, e con grande innocenza mi sono spinto in mare aperto e sono stato lontano dalla mia Casa così a lungo che non riconoscerei nemmeno la mia faccia ma so che la Casa, la Casa, si ricorda di me.
A lungo in mare, © 2007 Em Claire
La sensazione di essere «lontani da casa» è comune a molti di coloro che desiderano conoscere e sperimentare l'unione con il Divino.
Ma davvero siamo «lontani da casa» nel senso vero e proprio dell'espressione?
No. Non siamo né lontani da casa né lontani da Dio, ma sembra che sia così. La minuscola quantità di informazioni che ci sono state date da chi si limita a scrivere di storia e scienze manca di fondamentali dettagli metafisici e spirituali. O, ancora peggio, contiene diversi errori.
Tutto questo deve finire.
Hai condotto la Mente in questa auto-esplorazione per ricordare tre cose:
a) l'obiettivo del tuo percorso di vita,
b) le strade che in tale viaggio si possono intraprendere e
c) la destinazione.
Il tuo ricordo comincerà dalle basi. Ma, prima di tutto, ascolta una richiesta dall'Anima alla Mente...
Trattandosi di «basi», molto di ciò che leggerai nei passaggi seguenti potrà sembrarti «già sentito». Abbi pazienza.
Richiesta lecita e gentile, no?
Non è una brutta cosa che ci venga ricordato ciò che già sappiamo, anche perché molti non mettono in pratica comunque ciò che sanno, ed è questo il problema: magari un aiutino alla memoria potrebbe essere utile.
E forse ci saranno una o due informazioni di cui non ti ricordavi, ma che potrebbero cambiare tutto. Quindi ti prego di avere pazienza.
E adesso... via con le basi.
Tu non sei il tuo corpo. Il corpo è una cosa che possiedi.
Tu non sei la tua mente. La mente è una cosa che possiedi.
Tu non sei la tua anima. L'anima è una cosa che possiedi.
Allora chi sei?
Tu sei la somma di tutto ciò, un essere affettuoso, premuroso, sensibile, compassionevole che possiede queste cose, ognuna delle quali ha un obiettivo legato al funzionamento di tutte e tre.
Durante questa esplorazione dell'io ci riferiremo al trio Corpo-Mente-Anima come alla Totalità del Tuo Essere.
La funzione della Mente è di garantire la sopravvivenza dell'attuale fisicità della Totalità del Tuo Essere, almeno finché non toccherà all'Anima farsi avanti con il proprio Programma.
La funzione del Corpo è di raccogliere dati dal mondo fisico per assistere la Mente nel garantire la sopravvivenza e di porre all'interno di tale contesto - in forma fisica - le idee, i concetti e le decisioni non fisiche della Mente.
La funzione dell'Anima è di sperimentare quanti più aspetti possibili del Chi e del Cosa È Realmente, usando il Corpo, la Mente e il mondo fisico in cui si è posta come strumenti con cui adempiere al proprio compito.
Visto che la Mente ha ricevuto poche informazioni -o, ancora peggio, poche e imprecise - sul Programma dell'Anima (che è poi il programma della Vita), né la Mente né il Corpo sono in grado di gestirlo, a meno che non lavorino in collaborazione con l'Anima.
Anche in questo preciso momento, se la Mente non sa ciò che l'Anima sa, potrebbe sembrarti che la vita vada in molteplici direzioni, tanto che l'obiettivo della tua esistenza sulla Terra potrebbe risultare compromesso, se non annientato.
Sono proprio queste le circostanze in cui si trova oggi gran parte dell'umanità.
Per vivere perseguendo il vero scopo della vita, la Mente deve inglobare nel proprio database ciò di cui l'Anima è già consapevole, in modo da produrne l'esperienza. L'Anima detiene la Conoscenza, mentre la Mente crea l'Esperienza di ciò che chiamiamo Realtà.
Ecco il motivo per cui la Totalità del Tuo Essere è giunta nel regno fisico: per fare Esperienza di ciò di cui ha piena Conoscenza. Eppure, se i dati della Mente non includono la Consapevolezza dell'Anima, le continue esperienze create dalla Mente non saranno espressione di ciò che sa l'Anima e alla Totalità del Tuo Essere non serviranno.
È importante capire che il «database» su cui costruire una qualunque realtà presente (vale a dire le informazioni immagazzinate dentro di te) si trova in due luoghi diversi ed è accessibile con due modalità diverse.
Il problema nella vita umana è che molti non Io sanno, o magari lo sanno ma non hanno ancora capito come spostare volontariamente il punto focale da un pozzo di informazioni all'altro... per non parlare di metterli insieme.
Ciò che intendiamo dire è che i dati della Vita si trovano nella «memoria» all'interno della Totalità del Tuo Essere e che esistono due tipi di memoria: Fisica e Metafisica. Il primo tipo è stato chiamato Esperienza, il secondo Conoscenza. Il primo produce Desiderio (di fare più esperienze), il secondo svela l'Intenzione (cioè il desiderio di un particolare tipo di esperienza basato sulla Conoscenza e non sull'Esperienza pregressa).
Come avrai capito, il primo tipo di «memoria» risiede nella Mente, il secondo nell'Anima.
La Mente cattura, cataloga, archivia e porta a galla ricordi di ogni esperienza avuta da Corpo e Mente.
L'Anima è il magazzino della Conoscenza su questioni come Chi Sei, Dove Sei, Perché Sei Dove Sei e tutti gli altri aspetti della Vita Eterna. Tale Conoscenza è ciò che si dice anche Consapevolezza, quindi i due termini risultano sinonimi.
Come già detto, la somma di queste due «banche dati» è ciò che gli umani chiamano Coscienza. Avrai senz'altro già sentito l'espressione «presa di coscienza», che indica l'aumento o l'espansione del database della Mente - con il suo limitato magazzino di Esperienza - fino a comprendere buona parte della Conoscenza illimitata dell'Anima o della Consapevolezza della Vita.
Esperienza + Consapevolezza = Coscienza.
Il livello di Coscienza dipende da quanta Esperienza hai fatto non solo nella vita fisica, ma anche metafisica, la cui conoscenza risiede nella Consapevolezza dell'Anima. diventano un Tutt'Uno.
Quando in un determinato momento la tua Esperienza Presente (vale a dire l'esperienza che hai adesso e non i ricordi di esperienze passate) e la tua Consapevolezza Presente (vale a dire la consapevolezza a cui hai avuto accesso) si uniscono, il Desiderio della Mente e l'Intenzione dell'Anima diventano un Tutt'Uno.
È un matrimonio paradisiaco: la fusione di Mente e Anima.
L'uomo non osi separare ciò che Dio ha unito.

30 Cose Che Devi Smettere Di Fare Da Oggi

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: I Segreti dell'Intelligenza Corporea





Quando smetti di inseguire cose sbagliate, crei lo spazio per concentrarti sulle opportunità di crescita e sviluppo.

Allora, a cominciare da oggi...

1. Smetti di cercare di essere perfetto - Il mondo non premia i perfezionisti, ma coloro che portano a termine ciò che hanno iniziato.

2. Smetti di paragonarti agli altri - L'unica persona con cui competere sei te stesso.

3. Smetti di arrovellarti il cervello sul passato o di preoccuparti del futuro - Qui e ora è l'unico momento che ti è garantito. Il qui e ora è vita. Non mancarlo.

4. Smetti di lamentarti - Piangerti addosso non giova nè a te nè a coloro che ti sono vicino.

5. Smetti di covare rancore e risentimento - Perdona, lascia andare gli errori altrui. Trattenere queste emozioni è l'ostacolo più grande sulla strada della felicità.

6. Smetti di aspettare - Ciò che non inizi oggi difficilmente lo affronterai domani. Conoscenza ed intelligenza sono nulla senza azione.

7. Smetti di dire bugie - Nel lungo termine la verità si rivela sempre. Non mentire nè a te stesso nè al prossimo.

8. Smetti di avere paura di sbagliare - L'unico vero sbaglio che tu possa commettere è decidere di non agire per paura di sbagliare.

9. Smetti di dire "Non sono capace" - Come ha detto Henry Ford: "Che tu pensi di essere capace oppure no, in ogni caso avrai ragione".

10. Smetti di pensare di non essere pronto - Le migliori opportunità nel corso della nostra vita si presentano quando andiamo oltre la nostra zona di comfort, quindi all'inizio non ti sentirai mai completamente pronto. Tu agisci comunque, un piccolo passo dopo l'altro.

11. Smetti di cercare di fare tutto da solo - Come recita un detto: "Se vuoi andare veloce, va da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme agli altri".

12. Smetti di comprare cose di cui non hai bisogno - Non spendere soldi soltanto per cercare di fare impressione sugli altri. Non prenderti in giro, il benessere non si misura attraverso i beni materiali.

13. Smetti di incolpare gli altri per le tue responsabilità - Per vivere in pieno la vita dei tuoi sogni, devi assumerti piena responsabilità delle tue azioni.

14. Smetti di ingigantire i problemi - Di fronte ad una situazione problematica che ti affligge, domandati: "Questo problema sarà davvero tale da qui ad un anno?". Chiediti sempre se vale la pena preoccuparti.

15. Smetti di vivere in base alle aspettative altrui - Segui le tue passioni e i tuoi sogni, lavora duro per soddisfare le tue aspettative, non quelle degli altri.

16. Smetti di fare promesse che non manterrai - Non illudere o ingannare il prossimo. Dai di più di ciò che prometti.

17. Smetti di trattenere pensieri ed emozioni - Esprimi te stesso, comunica sempre ciò che senti, non tenere tutto dentro.

18. Smetti di evitare il cambiamento - Abbraccia le novità, non temere i cambiamenti. Dietro ogni cambiamento risiede un'opportunità di crescita.

19. Smetti di preoccuparti di ciò che gli altri pensano di te - Ciò che davvero conta è come ti senti con te stesso.

20. Smetti di cercare di controllare tutto - La vita è un fenomeno imprevedibile, lo saprai bene. Non cercare di avere tutto sotto controllo, non ci riusciresti.

21. Smetti di continuare a fare sempre le stesse cose - Espandi i tuoi orizzonti, esci dalla tua zona di comfort. Se continui a fare le stesse cose, continuerai ad ottenere sempre le stesse cose.

22. Smetti di fare multi-tasking - Fai una cosa e falla bene.

23. Smetti di pensare che gli altri non siano più importanti di te - Metti da parte il tuo egoismo, non dimenticare mai di pensare alle esigenze del prossimo.

24. Smetti di riempire ogni momento libero con impegni ed attività - Va benissimo stare da soli, a volte. Va benissimo non fare nulla, a volte. Rilassati.

25. Smetti di fare le cose sbagliate soltanto perché le ha sempre fatte - Fai ciò che senti essere giusto, ascolta il cuore. Pensa in grande.

26. Smetti di focalizzarti su ciò che non vuoi che accada - Concentrati sui tuoi sogni e sui tuoi obiettivi. Il pensiero positivo è alla base di ogni successo.

27. Smetti di prenderti troppo sul serio - Altri lo faranno. Impegnati sul serio, ma non dimenticarti mai di divertirti.

28. Smetti di pensare di poter fare un lavoro che odi per tuta la vita - La vita è troppo breve per accettare questo compromesso. Trova ciò che ti appassiona e lavoraci sodo.

29. Smetti di pensare a ciò che ti manca - Apprezza tutto ciò che già hai. La maggior parte delle persone su questa terra non è così fortunata.

30. Smetti di dubitare degli altri - Le altre persone sono  la risorsa più preziosa che hai. Fidati di coloro che ti sono vicino e non pensare di poter fare sempre tutto da solo





Raccolto da ViviZen

Reiki e il Senso del Rispetto






...premetto di essere nata in Italia e di essere sempre e soltanto vissuta nel brodo culturale occidentale,  ma ho avuto la possibilità di affacciarmi un pochino alla cultura Orientale grazie  alla Disciplina sportiva Judo appresa in giovine età ed, in un secondo momento, grazie all’incontro e conseguente innamoramento con Reiki.
   In tutti e due questi momenti di incontro “interculturale” ho avuto modo di comprendere, apprezzare ed infine condividere il forte Rispetto che viene originariamente espresso ed insegnato (o almeno dovrebbe) verso queste discipline e chi le pratica… tenendo bene a mente che stiamo parlando di una cultura del Rispetto molto ma molto diversa riguardo a quella occidentale…
   Fatto sta che, almeno a me, è venuto molto naturale, una volta ricevuta l’Armonizzazione di Primo Livello dell'Usui Reiki Ryoho e via via nel Reiki-Do provare, nutrire e coltivare il massimo Rispetto verso la Tecnica, verso il Fondatore e verso tutti i Praticanti ed Insegnanti che con Essa hanno interagito e tutt’ora interagiscono seriamente e professionalmente. 
   Inutile dire che a volte è stato un rispetto mal interpretato, mal ripagato e mal corrisposto, ma questo è un altro argomento, che ben si ricollega al brodo culturale occidentale.
   Fatto è che questo “trattamento” non è riservato solo al Reiki e a chi lo pratica seriamente, ma anche allo Yoga, allo Sciamanesimo, al Chaneling, al Buddhismo in tutte le sue diramazioni, ai Mantra e a chi li pratica, all’Ho’oponopono… e poi ognuno aggiunga la tecnica/disciplina che gli viene in mente. 
   Passi che la “denigrazione” arrivi da fonti esterne a questo, come dicono in molti, “mondo new age” (ma la nuova era è ogni giorno e sicuramente molte di queste discipline vantano natali ben più lontani della fine del XX secolo), ma quando la denigrazione e la mancanza di rispetto arriva propri0 dall’interno, dai Praticanti (mancati) o dagli Insegnanti, beh, in questo attimo preciso mi viene a cadere nel dimenticatoio il Primo Precetto: Solo per Oggi lascio andare la Rabbia… perché non si può… non si può far finta di non conoscere la “sacralità” che c’è dietro ad ogni movimento, ad ogni posizione, ad ogni parola e a chi, prima di noi, ci ha preceduto nel percorso Reiki… 
   Come Praticanti Reiki, abbiamo scelto – chi consapevolmente, chi meno – di servire l’Universo e le persone che a noi si affidano e non lo si può fare con la leggerezza che solitamente si riserva ad una pizzata tra amici.
   È ben vero che il Sensei Usui ha reso questa Tecnica così semplice da poter essere alla portata di tutti, ma ciò non vuol dire che esista un conseguente diritto a sminuirla, ad offenderla, soprattutto quando questo accade per Ego, scarsa comprensione del Dono che si è ricevuto e che si va a donare agli altri, e la noncuranza del “vè, ho trovato un modo facile per crearmi una rendita, altro che vendere polveri, pasticche, cremine… tze”... insomma, atteggiamenti di quelli che io chiamo “amichevolmente”  Reikisti della domenica o da salotto.
   Ogni forma di Reiki è una disciplina/tecnica che richiede discernimento, applicazione, studio, pratica, approfondimenti, meditazioni e, soprattutto, che dev’essere riportata nella nostra vita quotidiana.
   Dopo il Primo Livello, che doverosamente, in rispetto dell’indicazioni del Sensei, dovrebbe essere accessibile a chiunque lo richieda, senza grandi “obblighi”,  il Secondo Livello è fatto di insegnamenti di Vita; da qui inizia il Percorso di Crescita Personale e Spirituale, si inizia a seguire un percorso, Reiki-Do, fatto di osservazione dei Cinque Precetti e loro messa in pratica nella vita quotidiana, di meditazioni quotidiane (mattina e sera) sui Precetti stessi e su argomenti fondamentali per il proprio percorso di Crescita, di autotrattamenti, di Trattamenti agli altri fino all’obbligo del mettersi a servizio completo, tramite l’insegnamento, derivante dal Ricevimento della Maestria; ricordando che il Terzo Livello è uno Step, la Maestria un altro. Ma, alla fine, crediamo davvero che Usui abbia lasciato così pochi Maestri perché aveva paura che gli “rubassero” il lavoro e conseguentemente gli incassi?
   Giustamente vi potreste domandare da dove venga così tanta “saccenza” da parte mia… beh, potrei rispondere che sicuramente viene dalla storia del Reiki e dalle parole e azioni del suo Creatore.
   Basta informarsi, leggere le parole scritte dal Maestro e da chi ha effettuato anni ed anni di ricerche su Mikao Usui. Basta, una volta venuti a conoscenza del fatto che Usui teneva con sé i suoi Allievi dai 2 ai 5 anni, comprendere, almeno un pochino ino ino di più la serietà della Disciplina e dei suoi Praticanti e del Rispetto rivolto ad Essa. I suoi “discepoli” vivevano con lui nel suo Dojo, dove studiavano e praticavano… praticavano e studiavano… Reiki ha salvato, curato, aiutato migliaia di persone in Giappone, tanto che arrivavano a Usui persone da ogni parte dell’Isola e degli Stati vicini. 
   Non sentite anche voi, ora, quel profumo di Rispettoso orgoglio nella Tecnica a cui vi siete o vi state avvicinando?

   Eppure, ancor oggi, nonostante si navighi in triliardi di miliardi di bit di informazione, è facile trovare Insegnanti in grado di spiegare che Usui Sensei era un Monaco Cattolico che insegnava in una scuola Cattolica… e che tutta la sua ricerca era partita dallo sconvolgimento creato in lui dalla domanda postagli da un suo scolaro: “Come facevano Gesù e Buddha a guarire attraverso l’imposizione delle mani”… insegnanti che praticano Seminari Mordi e Fuggi che vanno dalle 2 ore alle 2 giornate… dimenticando che il mettersi a servizio tramite l’insegnamento significa “insegnare” costantemente ed essere presenti ogni qual volta l’Allievo necessita di aiuto e affiancamento. Si sono così creati, negli anni, movimenti di Allievi orfani di Insegnante che navigano alla ricerca di altri “maestri”, di insegnanti di buon cuore che li aiutino a capire qualcosa di una tecnica che hanno annusato e trovano interessante ma di cui, alla fine, non hanno compreso molto se non concetti astratti e possibilità remote di guarigione “miracolosa”… contrapposti a movimenti di insegnanti che creano dipendenza volontariamente negli allievi per portare a casa il maggior vantaggio economico possibile… di movimenti del “Primo Simbolo si” e “Primo Simbolo no”…
   Beh, senza continuare a giudicare, che non è buona cosa, anche il giudizio è mosso da un profondo rammarico nei confronti di chi manca di rispetto a questa centenaria Tecnica di Guarigione e Crescita, permettetemi di ribadire questo concetto di Rispetto… se vi avvicinate per la prima volta a questa Tecnica, anche se non la comprendete, anche se capite che non vi piace, che non fa per voi, anche se il maestro che avete scelto non vi piace, non mancate di Rispetto alla Disciplina; se siete stati Armonizzati e, forse, abbandonati, dal vostro “maestro”, leggete libri, informatevi, praticate e ancora praticate, avvicinatevi a gruppi di Pratica e Scambio Trattamenti; Reiki stesso vi aiuterà a trovare la giusta strada per accedere ad insegnamenti più alti e più utili a voi… insomma, qualsiasi cosa sia successa o succeda, portate sempre Rispetto a questa, per molti, Filosofia di Vita che ha condotto molti di noi ad una forte Crescita Personale e Spirituale.
   Ricordiamoci però continuamente che l’Insegnante di Reiki ed il Praticante, così come gli Insegnanti e i Praticanti di ogni disciplina, sono, prima di tutto, “uomini e donne in cammino” verso una meta ben precisa, ma non ancora giunti… quindi dotati di un'umanità che ancora si muove e si manifesta… non aspettatevi mai di trovarvi davanti ad un Guru, perché questo è il primo modo per venire delusi… cadendo così nella mancanza di Rispetto verso la Tecnica/Disciplina.

Con doveroso Rispetto a chiunque la pensi diversamente da me, Luce e Amore


Sifra

Il Maestro Zen e lo Scorpione - La Vera Natura



Un Maestro Zen vide uno scorpione annegare e decise di tirarlo fuori dall'acqua.
Quando lo fece, lo scorpione lo punse.
Per effetto del dolore, il Maestro lasciò l'animale che di nuovo cadde nell'acqua in procinto di annegare.
Il Maestro tentò di tirarlo fuori nuovamente e l'animale lo punse ancora.
Un giovane discepolo che era lì gli si avvicinò e gli disse: "Mi scusi maestro, ma perchè continuate? Non capite che ogni volta che provate a tirarlo fuori dall'acqua vi punge?". Rispose il Maestro: "La natura dello scorpione è di pungere e questo non cambierà la mia che è di aiutare".
Allora il Maestro riflettè un attimo e con l'aiuto di una foglia tirò fuori lo scorpione dall'acqua e gli salvò la vita, poi, rivolgendosi al suo giovane discepolo continuò: "non cambiare la tua natura se qualcuno ti fa male, prendi solo delle precauzioni. Perchè gli uomini sono quasi sempre ingrati del beneficio che gli stai donando. Ma questo non è un motivo per smettere di fare del bene, di abbandonare l'amore che vive in te.
Gli uni perseguono la felicità, gli altri la creano.
Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione; perchè la tua coscienza è quello che sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te...
Quando la vita ti presenta mille ragioni per piangere, mostrale che hai mille e una ragione per sorridere".




I MUDRA DELLA SALUTE




Secondo l'antica scienza dello Yoga, le dita delle mani sono in relazione con i 5 elementi che compongono tutto l'Universo e anche l'essere umano:

- il pollice rappresenta il fuoco

- l'indice rappresenta l'aria

- il medio rappresenta lo spazio

- l'anulare rappresenta il fuoco

- il mignolo rappresenta l'acqua

 Se i 5 elementi sono bilanciati e in armonia, il corpo è in salute e le sue funzioni operano in modo ottimale. Il loro squilibrio porta alla malattia.

 Esistono delle particolari posture delle mani (Mudra) che, secondo lo Yoga, possono aiutarci a riequilibrare i 5 elementi.

 I Mudra di ogni mano agiscono sui disturbi della metà opposta del corpo. Si possono eseguire i Mudra da seduti, stando in piedi o sdraiati, oppure camminando. Le dita libere devono essere tenute ben tese.

 Bisognerebbe farli tutti i giorni, partendo da 10 minuti per arrivare ad una mezz'ora, magari spezzando la routine in 2 sessioni. E' meglio eseguire questi Mudra a stomaco vuoto.


Gyan Mudra o Mudra della Conoscenza: si uniscono la punta del pollice e dell'indice, mentre le altre tre dita sono tese.
Benefici: aiuta nella meditazione e nella concentrazione, riduce la negatività della mente, migliora la memoria. Aiuta ad alleviare il mal di testa, l'insonnia, l'ipertensione e diminuisce la collera.

Nota: per migliori risultati, dopo questo eseguire il Prana Mudra.






Vayu Mudra o Mudra dell'Aria: la punta dell'indice tocca la base del pollice, che ricopre l'indice con una leggera pressione. La sua pratica contribuisce ad alleviare i disturbi collegati all'elemento Aria, come artrite, gotta e sciatica. In particolare è utile per i dolori cervicali.





Shoonya Mudra o Mudra del Vuoto: la punta del medio è posta alla base del pollice, che ricopre il medio con una leggera pressione. Le altre dita sono tese. 
Benefici: può alleviare il mal d'orecchie, la sua pratica regolare può migliorare l'udito. Rinforza le ossa e le gengive. E' utile nei problemi della gola. Non si deve eseguire questo Mudra mentre si mangia o si cammina.





Prithvi Mudra o Mudra della Terra: la punta del pollice e dell'anulare si toccano, mentre le altre dita sono tese.
Benefici: utile per la debolezza e la magrezza eccessiva, migliora le funzioni digestive, dona energia e luminosità al corpo.
 



Prana Mudra o Mudra della Vita: la punta del pollice, dell'anulare e del mignolo si toccano, mentre le altre dita sono tese.
Benefici: risveglia il potere del prana, è utile nelle malattie dell'orecchio e migliora la vista, aumenta la resistenza dell'organismo alle malattie, rimuove la stanchezza. Durante il digiuno, riduce i morsi della fame. In caso di insonnia, insieme con Gyan Mudra, aiuta a prendere sonno. 
 



Apan Mudra o Mudra della Digestione: si uniscono le punte del pollice, del medio e dell'anulare, tenendo tese le altre due dita. 
Benefici: aiuta a rimuovere le tossine dal corpo. Dona sollievo alla stitichezza e alle emorroidi, malattie causate da Vayu o Aria. E' utile nei problemi di denti e stomaco. Aumenta la traspirazione e la diuresi.

 



Apan Vayu Mura o Mudra del Cuore: è una combinazione di Apan Mudra e Vayu Mudra. La punta del pollice, del medio e dell'anulare si toccano, mentre l'indice tocca la base del pollice con una leggera pressione. Il mignolo è teso.
Benefici: dona i benefici di Vayu e Apan Mudra. In particolare è utile nelle malattie cardiache e chi ha avuto un attacco di cuore dovrebbe farlo ogni giorno. Se viene fatto 5 minuti prima di salire le scale, aiuta nello sforzo.
.   





Surya Mudra o Mudra del Sole: la punta dell'anulare tocca la base del pollice, che esercita una lieve pressione sull'anulare. 
Benefici: aumenta la produzione di calore del corpo, è utile nel sovrappeso, aiuta la digestione, riduce il colesterolo. 

Precauzioni: le persone deboli non dovrebbero eseguire questo Mudra quando fa caldo.




Varum Mudra o Mudra dell'Acqua: la punta del pollice e del mignolo si toccano. 
Benefici: riduce la secchezza della pelle. E' utile nelle malattie cutanee. 

Precauzioni: chi soffre d'asma o di malattie respiratori non dovrebbe farlo a lungo.
 



Ling Mudra o Mudra del Calore: intrecciare le dita come nella figura, tenendo il pollice sinistro dritto. Questo mudra aumenta il calore del corpo e, se fatto abbastanza a lungo, può far sudare anche d'inverno. 
Benefici: aiuta in caso di raffreddore, asma, tosse, sinusite e pressione bassa. Asciuga il flemma.

Precauzioni: quando si esegue questo Mudra, bisogna aumentare l'assunzione di acqua, frutta, succhi di frutta e ghee. Non deve essere fatto troppo a lungo.




CONCLUSIONI: questi sono i 10 Hasta Mudra che, se eseguiti regolarmente, per il tempo prescritto e rispettando le precauzioni, possono essere utili al fine di migliorare la nostra salute. 
Perchè non provare?



Qualche consiglio per la lettura
Il Libro delle Mudra

Il Potere dei Mudra

Le Mudra



N.B. tutte le immagini sono prese dal web

Michael Jackson - Heal The World



Heal the world 
Make it a better place 
For you and for me 
And the entire human race 
There are people dying 
If you care enough 
For the living 
Make a better place 
For you and for me 

L'ESSENZA DEI QUATTRO ACCORDI - QUARTO ACCORDO





Continua da QUI


FAI SEMPRE DEL TUO MEGLIO

 In qualunque circostanza, fate sempre del vostro meglio, nè di più nè di meno. Ma ricordate che il vostro meglio non è mai lo stesso, può cambiare da un momento all'altro.
 Quando vi svegliate freschi e riposati al mattino, il vostro meglio sarà diverso da quando siete stanchi e assonnati. Quando siete in buona salute anzichè malati, o sobri anziché ubriachi, il vostro meglio avrà gradi diversi.

 Senza preoccuparvi della qualità dei vostri sforzi, continuate a fare sempre del vostro meglio, nè più nè meno. Se cercate di fare di più, impiegherete più energia del necessario e alla fine il vostro meglio non sarà comunque abbastanza. Cercando di strafare, svuotare il corpo di energia, andate contro la vostra natura e ci metterete più tempo per raggiungere la meta. Ma se fate mendo di quanto potreste, vi sentirete frustrati, vi giudicherete e aprirete la porta al senso di colpa e ai rimpianti.

 Se avete fatto del vostro meglio e il vostro Giudice interiore tenta di condannarvi secondo il Libro della Legge, potrete rispondere: "Ho fatto del mio meglio". Non ci sono rimpianti. Ecco perché fate sempre del vostro meglio.

 C'era una volta un uomo che voleva trascendere la sofferenza, così andò in un tempio buddhista per cercare un maestro che lo aiutasse.  Appena lo trovò gli chiese: "Maestro, se medito quattro ore al giorno, quanto tempo impiegherò a trascendere le mie sofferenze?".
 Il maestro lo guardò e disse: "SE mediti quattro ore al giorno, forse ci metterai dieci anni".
 Pensando che poteva fare di meglio, l'uomo allora disse: "Maestro, e se medito otto ore al giorno, quanto tempo impiegherò per trascendere?".
 Il maestro lo guardo e disse: "Se mediti otto ore al giorno, forse ti ci vorranno vent'anni".
 "Ma come mai se medito di più ci metterò più tempo?", chiese l'uomo.
 Il maestro rispose: "Non sei qui per sacrificare la tua gioia o la tua vita. Sei qui per vivere, per essere felice ed amare. Se il meglio che puoi fare sono due ore di meditazione e invece ti sforzi di meditare otto ore, ti stancherai, non capirai il senso di ciò che stai facendo, non ti godrai la vita. Fai del tuo meglio e forse scoprirai che indipendentemente da quanto mediti, puoi vivere, amare ed essere felice".

 Esprimere il vostro essere vuol dire agire. Potete avere grandi idee in testa, ma ciò che fa la differenza è l'azione, senza la quale non ci saranno risultati nè ricompense.

 Se fate sempre del vostro meglio, vuol dire che agite. Fare del proprio meglio vuol dire agire perché amate farlo, non perché vi aspettate una ricompensa. La maggior parte delle persone fa esattamente l'opposto: agisce solo quando pensa di poter ricevere una ricompensa e non si diverte.

 Molte persone vanno al lavoro ogni giorno pensando soltanto allo stipendio, ai soldi che prenderanno in cambio di ciò che fanno. Non vedono l'ora che sia venerdì o sabato. Lavorano duro tutta la settimana, sopportando un'attività che non amano, ma che sentono di dover fare: devono pur pagare l'affitto e mantenere la famiglia.

 Se agite per il piacere di farlo, senza aspettarvi nulla, scoprirete di amare tutto ciò che fate. La ricompensa arriverà, ma voi non l'aspettate con attaccamento. A volte riceverete persino più di quanto vi aspettavate.

 Dio è vita. E' vita in azione. Il modo migliore di dire: "Dio, ti amo", è vivere facendo del proprio meglio. Il miglior modo di dire: "Grazie Dio", è lasciar andare il passato e vivere il presente, qui e ora. Qualunque cosa la vita vi tolga, lasciatela andare. Abbandonandovi, senza attaccamenti al passato, vi permettete di essere pienamente vivi nel momento presente. Lasciar andare il passato vi dà la possibilità di godere il sogno che sta accadendo ora.

 Siete nati con il diritto di essere felici, con il diritto di amare, di godere e di condividere il vostro amore. Siete vivi, perciò prendete la vita e godetevela.

 Non c'è bisogno comunque di sapere o di provare nulla. Basta semplicemente corre il rischio e godersi la vita. Solo questo importa. Dite non quando volete dire no e si quando volete dire si. Avete il diritto di essere voi stessi.

 Non sono necessari conoscenze o grandi concetti filosofici, nè essere accettati dagli altri. Esprimete la vostra divinità essendo vivi e amando voi stessi e gli altri.


   I primi tre accordi funzioneranno soltanto se farete del vostro meglio. Non aspettatevi di essere sempre impeccabili con la parola. Le vecchie abitudini sono forti e radicate nella mente. Ma potete fare del vostro meglio. Non aspettatevi di non prendere mai più nulla sul personale. Fate soltanto del vostro meglio. 
   Quando fate del vostro meglio imparate ad accettarvi. Ma dovete essere consapevoli e imparare dagli errori. Imparare dai vostri errori significa praticare, guardate con onestà i risultati e continuate a praticare.

 Ogni cosa che avete imparato, l'avete i parata attraverso la ripetizione.
 Facendo sempre del vostro meglio, diventerete maestri della trasformazione. E' la pratica che fa il maestro. Fare del vostro meglio vi renderà dei maestri.

 Se rompete un accordo, ricominciate da capo il giorno successivo e quello dopo ancora. All'inizio sarà difficile, ma diventerà sempre più facile, finchè un giorno scoprirete che state governando la vostra vita per mezzo dei Quattro Accordi. Sarete sorpresi della trasformazione avvenuta in voi.

 Non preoccupatevi del futuro. Mantenete l'attenzione sull'oggi e restate nel momento presente. Vivete giorno per giorno, fate sempre del vostro meglio per mantenere gli accordi e presto diventerà più facile. Oggi è l'inizio di una nuova vita.


Tratto da:


L'essenza dei Quattro Accordi

I quattro accordi

L'ESSENZA DEI QUATTRO ACCORDI - TERZO ACCORDO



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Non supporre nulla

 Supponiamo ciò che gli altri fanno o pensano, lo prendiamo personalmente, quindi li incolpiamo e reagiamo inviando loro veleni emozionali tramite le parole.

 Vediamo solo ciò che vogliamo vedere e udiamo solo ciò che vogliamo udire. Non percepiamo le cose così come sono. Siamo abituati a sognare, non a vedere la realtà. Poiché temiamo di chiedere chiarimenti, ci convinciamo di avere ragione e difendiamo le nostre idee al punto di dare la colpa agli altri.

 Fare supposizioni nei rapporti vuol dire andare in cerca di problemi. Spesso supponiamo che il nostro partner sappia cosa pensiamo e che perciò non sia necessario dire ciò che vogliamo. Supponiamo che farà ciò che desideriamo, perché ci conosce bene. Se poi non lo fa, ci sentiamo feriti e diciamo: "Avresti dovuto saperlo".

 Un altro esempio: decidete di sposarvi e supponete che il vostro partner abbia del matrimonio la vostra stessa idea. Quindi andate avanti a vivere insieme e scoprite che non è così. Ciò crea una quantità di conflitti, ma ancora non cercate di chiarire le vostre idee sul matrimonio. Il marito torna a casa dal lavoro, la moglie ce l'ha con lui e il marito non sa perché. Forse la moglie ha fatto una supposizione e, senza dirgli nulla, suppone che lui, visto che la conosce così bene, sappia ciò che lei vuole, come se potesse leggerle nel pensiero. Quando poi il marito delude le sue aspettative, la moglie si sente ferita. Fare supposizioni nei rapporti di coppia causa liti, difficoltà e malintesi senza fine proprio con la persona che in teoria amiamo tanto.

 Il modo per evitare di fare supposizioni è quello di fare domande. Assicuratevi che la comunicazione sia chiara. Se non capite, chiedete. Abbiate il coraggio di chiedere finché la situazione non vi sembrerà chiara. Una volta udita la risposta, non c'è più bisogno di supporre nulla, perché conoscete la verità.

 Nella nostra società consideriamo che fare domande non è sicuro e che se qualcuno ci ama, deve sapere automaticamente ciò che desideriamo, o le emozioni che proviamo. Crediamo alle nostre supposizioni fino al punto di distruggere una relazione pur di difendere il nostro punto di vista.

 Ma con una comunicazione chiara la nostra parola diventa impeccabile e tutte le nostre relazioni cominciano a cambiare, con il nostro partner e tutti gli altri.

 Spesso, iniziando una relazione, vedete solo ciò che volete vedere e negate la presenza di qualunque tratto negativo del partner. Mentite a voi stessi soltanto per avere ragione e per giustificare il fatto che quella persona vi piace. Poi cominciano le supposizioni, una delle quali è: "Il mio amore cambierà questa persona". Ma questo non è vero. Il vostro amore non cambierà nessuno. Se gli altri cambiano, è perché lo vogliono, non perché voi li fate cambiare. A un certo punto tra voi due accade qualcosa e vi sentite feriti. Improvvisamente notate tutto ciò che prima avevate negato: adesso dovete giustificare il vostro dolore, gettando sull'altro la colpa delle vostre scelte.

 Il vero amore è accettare gli altri così come sono, senza volerli cambiare. Se cerchiamo di cambiarli, significa che in realtà non ci piacciono. Se prendete la decisione di vivere con qualcuno, è molto meglio trovare una persona che sia come volete voi. E' molto più facile vivere con chi è già come lo desiderate, senza bisogno di cambiare nulla.

 La più grande supposizione che facciamo è che tutti vedano le cose nel nostro stesso modo. Immaginiamo che gli altri sentano ciò che sentiamo noi, giudichino con il nostro stesso metro e maltrattino le persone come facciamo noi. Questo è il motivo per cui abbiamo paura di essere noi stessi in presenza di altre persone. Crediamo che tutti ci giudicheranno, ci maltratteranno e ci biasimeranno come facciamo noi.

 Abbiamo una quantità di abitudini di cui non siamo neppure coscienti. Diventarne consapevoli e comprendere l'importanza di questo accordo è il primo passo. Ma un'idea, o un'informazione, è soltanto un seme nella mente. Ciò che fa davvero la differenza è l'azione. Agire nel modo che avete scelto, nutre il seme e stabilisce solide fondamenta per la nuova abitudine che volete coltivare. Dopo molte ripetizioni questi accordi diventeranno una seconda natura.

 Non supporre nulla
   Rendendo questo nuovo accordo un'abitudine, la vostra vita sarà completamente trasformata.
 Ciò di cui avete bisogno vi arriverà senza sforzo, perché lo spirito si muove liberamente attraverso di voi. 
 Questa è la padronanza dello spirito, la padronanza dell'amore, della gratitudine e della vita. Questa è la via verso la libertà personale.


Tratto da:



L'essenza dei Quattro Accordi

I quattro accordi

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